L'occhio di Kanaloa

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L'occhio di Kanaloa

Messaggio  Haryn-Sha il Ven Giu 24, 2011 8:26 am

L'occhio di Kanaloa


Il pittogramma comparso a Poirino (TO) potrebbe rappresentare l'Occhio di Kanaloa, simbolo rappresentato da una Stella centrale a sette punte: questa rappresenta lo Sciamano al centro del Mondo e le sette punte della Stella sono i 7 Principi della Filosofia Huna in base ai quali egli agisce e sono:

1) Il mondo è ciò che pensi che sia
2) Non esistono limiti
3) L'energia fluisce dove va l'attenzione
4) ADESSO è il momento di potere
5) Amare è essere felici condividendo la nostra energia
6) Tutto il potere proviene da dentro
7) L'efficacia è la misura della verità

Attorno alla Stella si irradiano delle righe dritte, che rappresentano i fili e le corde di luce che mantengono il collegamento con tutti gli altri punti; attraverso questi fili scorre il potere di realizzazione dello Sciamano. Tutto lo spazio è poi racchiuso da cerchi concentrici, che rappresentano la conoscenza e la compassione che collegano gli uni agli altri. Si può pensare a queste linee come ai fili di una ragnatela, dove tutto è collegato, e che possono essere percorsi dallo sciamano nei suoi viaggi verso altre realtà vibratorie, alla ricerca delle risposte sulla sua vita.
L'Occhio di Kanaloa è un simbolo di armonia, di equilibrio e di guarigione, poiché racchiude in un unico insieme valori femminili, come il prendersi cura, e valori maschili, come il potere d'azione.
Il consiglio è di appendere una copia di questa immagine ad un muro della casa, o in macchina, affinché le onde emesse riempiano di vibrazioni positive e di amore l'ambiente e le persone.
Ogni volta che lo guardate soffermatevi a ricordare che siete parte della rete cosmica che unisce le sorti di tutti gli esseri viventi. Che ogni cosa è in intima relazione ed è inseparabile dalle altre. Che il mondo è un riflesso della nostra mente creatrice.

L'OCCHIO DI KANALOA NELL'USO DELLA RADIONICA



Prima di parlare di questo particolare simbolo, introduco brevemente il campo di studi chiamato Radionica.
Il principio da cui parte è che tutto è energia. L’energia è vibrazione, ed ogni vibrazione ha una forma a lei propria. La Radionica studia le forme d’onda, cioè la struttura delle energie emesse da particolari configurazioni geometriche. Questa particolare branca della conoscenza nasce con l’uomo, che ha sempre usato ogni genere di forma per sintonizzarsi coi piani superiori dell’esistenza. Pensate alle valenze mistiche dei solidi platonici, ai poteri misteriosi delle piramidi egiziane, ai sigilli sacri, ai talismani, alle decorazioni e ai rapporti numerici delle cattedrali, ai labirinti.

Nel 1930 venne formulata da Saxton Burr quella che è comunemente conosciuta come la teoria elettrodinamica della vita: tutte le forme fisiche sono tenute assieme e controllate da campi di energia elettromagnetica (un po’ quello che accade con la limatura di ferro quando entra in un campo magnetico). Questi campi vitali sono a loro volta organizzati da campi mentali o naturali che recano informazioni su come deve strutturarsi la materia. Questo campo informativo, che ordina la manifestazione fisica di ogni cosa e ne è alla base, è quello su cui agisce la Radionica che, quindi, non si occupa di inviare energia, ma di organizzare nel modo corretto il campo energetico, ad esempio, di una persona malata, o di un luogo. Attraverso strumenti più o meno sofisticati, l’operatore radionico riesce ad identificare patologie di vario tipo e, attraverso alcune manovre, a ristabilire l’equilibrio perduto, ovviamente agendo a distanza. Per fare questo ha bisogno di un “testimone”, ovvero di qualcosa che sia in rapporto col paziente: un capello, un indumento ecc. Una volta analizzato il testimone vengono fissate le “rate”, ovvero frequenze riequilibratici specifiche, insieme alle quali vengono inviati rimedi di vario genere (fiori di Bach, preparati omeopatici o fitoterapici e via dicendo). Tutto questo può essere effettuato senza mai venire a contatto diretto col paziente, che anzi può trovarsi in qualsiasi parte del globo. L’importante è stabilire un contatto attraverso qualcosa che sia energeticamente collegato alla persona da curare.
Esistono “rate” per moltissime malattie, per gli elementi, gli stati psicologici, gli ormoni, i veleni, i fiori di Bach, ecc. Tutto ha una sua frequenza caratteristica, espressa da un numero e da una forma. Così la Radionica può essere usata efficacemente per curare gli animali ed anche in agricoltura, per ovviare all’uso di pesticidi.

Lo sviluppo di questa ricerca ha una storia interessante, che attraversa esperienze ai confini fra magia, matematica e tecnologia. Prevede l’uso di strumenti dai più semplici ai più complessi, ed ultimamente sono stati fatti alcuni software per trasmettere ogni sorta di “informazione”.


Il campo di uso della Radionica, oltre alla cura di malattie di ogni genere, riguarda anche la possibilità di ottenere benefici materiali: un lavoro, più soldi, una casa. Si può dire che gli strumenti radionici fungano da amplificatori delle naturali qualità mentali umane, rafforzatori energetici dell’intenzione. Difatti, la Radionica è una branca collaterale della più ampia Psionica, che studia i poteri della mente. In Radionica, fra l’altro, si fa uso di forme geometriche, regolari e non, per trasmettere messaggi strutturati nell’etere. Ogni forma ha la sua proprietà. Ad esempio l’esagono è un ottimo equilibratore delle energie ambientali, il rombo è un potente trasmettitore di rimedi curativi, ecc. Le forme usate sono moltissime, e fra tutte possiamo includere quello che gli hawaiani chiamano l’Occhio di Kanaloa. L’Occhio di Kanaloa è un simbolo di armonia, di equilibrio e di guarigione, poiché racchiude in un unico insieme valori femminili, come il prendersi cura, e valori maschili, come il potere d’azione.
Consiglio di appendere una copia di questa immagine ad un muro della casa, o in macchina, affinché le onde emesse riempiano di vibrazioni positive e di amore l’ambiente e le persone.

Ogni volta che lo guardate soffermatevi a ricordare che siete parte della rete cosmica che unisce le sorti di tutti gli esseri viventi. Che ogni cosa è in intima relazione ed è inseparabile dalle altre. Che il mondo è un riflesso della nostra mente creatrice.

Fonte: http://www.segnidalcielo.it/

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Re: L'occhio di Kanaloa

Messaggio  Haryn-Sha il Ven Giu 24, 2011 8:49 am

Da un altro sito, americano, ecco un'altra affascinante interpretazione del cropcircle di Poirino, dettagliatamente spiegata. Sotto l'immagine, la mia traduzione dall'americano, visionabile cliccando sul link alla fonte.
Haryn-Sha


Il Cerchio di Poirino contiene alcune informazioni codificate.
Tra le altre, contiene i nomi "Enki Ea", codificate in ASCII (linguaggio binario..credo).
Questi sono nomi di un dio Sumerico, signore della terra, signore delle acque.


Si pensa che i punti sulla fascia esterna rappresentino le astronavi ET, circondate dal loro campo elettromagnetico e che il grande cerchio al centro rappresenti l'astronave madre.

Fonte: http://www.galacticroundtable.com

Il dio sumero Enki




Il signore della terra dei Sumeri era Enki, dio della sapienza e degli oracoli che governa i me, cioè le 100 forze divine che assicurano ad Eridu la supremazia sulle altre città sumeriche.

Enki è il signore di tutto ciò che sta sotto e, come Jahve, decide di popolare la terra di uomini. La madre di Enki è Nammu, madre primigenia, la dea che ha generato il cielo e la terra. Essa accoglie il suggerimento del figlio che per aiutare gli altri dei nel compiere il loro lavoro propone di creare l'uomo. Nammu, con l'aiuto di 8 dee, plasma l'argilla usando l'abzu, l'acqua dolce sotterranea dispensatrice di vita. Una delle dee, Ninmah, mossa dall'invidia crea esseri deformi con difetti fisici ed anomalie sessuali contro la bellezza del genere umano. Enki, in risposta a questo, crea l'umu'ul, cioè il vegliardo che simboleggia il compimento della felicità umana, in contrasto con la sofferenza di Ninmah. Inoltre offre all'uomo la possibilità di guardare al futuro: nascono così gli studiosi degli astri, del fegato di pecora (auruspici) che ritroviamo tra gli Etruschi , nonchè gli oracoli. Enki si mostra il dio più vicino agli uomini.

Enki ha il debole per le donne. Ebbe numerosi incesti (del resto come Zeus) con diverse divinità e con le loro figlie: Ninkhursanga, Nirsikil, Nintu, Damgalnunna, Ninkurra (dea della fecondità), Uttu; quest'ultima interrompe la catena degli incesti. Il luogo di questo paradiso incestuoso ha il nome di Tilmun, terra di fecondità e ricchezza, già conosciuto dalla tradizione di el Obeid e trasmessa a quella semita. Questa terra oggi sembra individuata nell'isola di Bahrein, nel Golfo Persico. Dunque la mitologia di Eridu ha le sue origini in epoca protosumera.

Nel corso del tempo Eridu lasciò il posto ad Uruk come importanza politica. Questo si deve alla dea dell'amore Inanna, che approfittando dell'ubriacatura di Enki gli tolse le cento forze divine e le portò nella sua città preferita Uruk. Ogni dio, dunque, era venerato in una specifica città ed ogni divinità veniva impiegata per fini politici.

Il pantheon sumerico era molto variegato: An, dio del cielo; Enlil, dio del vento; Uras o Ki, dea della terra, che partorirà Inanna e Nintu, dee dell'amore e fecondità; Enki, dio dell'acqua, simbolo di vita e della terra. Ci sono poi Mamitu, dio della morte; Marbu, dio della tempesta,; Guanna, il toro celeste che lotterà contro Gilghamesh; Tiamat, genitrice di tutti loro, che in accadico rappresenta il nome del mare, e Abzu (Apsu in semitico-accadico), il procreatore.

Questi ultimi due sono noti nel mito di Enuma Elish, riutilizzato dai Babilonesi. Si descrive la lotta tra Enlil, geloso del salvataggio dell’uomo, ed Enki. Per vendicarsi, ordina a Tiamat di generare dei mostri e comandare su tutti gli dei.

I babilonesi chiameranno in causa il loro dio Marduk che ucciderà Tiamat e fonderà Babilonia.

Enlil è anche il dio del destino, poichè è capace di porre fine ad ogni vita umana. Sarà lui a provocare il diluvio universale e se non fosse stato per Enki che avvertì il re Ziusudra (il Noè biblico) sarebbe scomparso tutto il genere umano. Si macchia di numerose colpe, come l'aver sedotto la dea Ninhil, figlia di Nammu. Per questo Enlil viene esiliato agli inferi, dove sarà accompagnato da creature infernali.

Fondamentale per i sumeri fu il mito di Gilgamesh, diretto discendente di Dumuzi, che può essere paragonato al dio-eroe greco Ercole. Si richiama ad un re sumero vissuto ad Uruk intorno al 2700 a.C., che sperimenta l'esperienza della mortalità umana e compie un viaggio verso la conoscenza perfetta. Egli ci viene tramandato come per un terzo uomo e due terzi dio. Egli sconfigge anche Enmebaragesi, re di Kish, e sarà in lotta con la sua discendenza.

Tra le sue imprese, Gilgamesh avrebbe ucciso un toro divino, inviato sulla terra dalla dea Inanna, che opprimeva il proprio popolo.

LA BIBBIA ED I SUMERI

Attraverso documenti ed incisioni cuneiformi sono state ricostruite varie ipotesi circa diversi miti che si vengono ripresi anche nella Bibbia.

Abbiamo già accennato circa il diluvio universale che secondo la tradizione sumerica sarebbe avvenuto all'epoca del re Ziusudra (Utnapishtim per i Babilonesi), presso Nippur. Questo re, ritenuto giusto da Enki, viene avvisato dei piani diabiolici di Enlil e si salva, salvando anche tutto il genere umano. Attualmente sono state fatte scoperte in tal senso presso Ur. Ciò potrebbe confermare l'ipotesi che il diluvio universale coinciderebbe con una grande alluvione dell'Eufrate (la Mesopotamia era ricca di alluvioni). Questa avrebbe lasciato il segno nella tradizione sumera, tramandandola poi a quella semita, attraverso gli accadi .

La Torre di Babele è stata cercata per anni dagli studiosi. La storia ci dice che l'ultimo a ristrutturarla fu Alessandro Magno, per dare splendore a Babilonia. Alcuni l'hanno identificata a Samarra, altri ad Aqar Kuf, presso Bagdad, altri ancora a Birs Nimrud, vicino Babilonia. Sicuramente si trattava di una Ziqqurat costruita dopo la grande alluvione. Tra l'altro la grande alluvione segna da sparti-acque nella storia mitologica sumera, in quanto i re antecedenti al diluvio sopravvivevano almeno 10.000 anni, quelli successivi 100 anni. Questo significa che l'uomo, dopo aver conosciuto la catastrofe alluvionale, si è reso conto dei limiti del tempo e della vita.

Successivamente al diluvio troviamo la lotta tra il pastore Dumuzi ed Enkimdu, il contadino. Questo mito richiama quello di Caino e Abele, anche se nella Bibbia è antecedente al diluvio universale. I due rappresentano due classi sociali diverse in lotta tra loro. Nel mito la lotta è per la bellissima dea Inanna.Alla fine sarà Dumuzi a primeggiare, senza uccidere il rivale, anzi si accorderanno in pace. Dumuzi diventa dio dei pastori, ma Inanna discende agli inferi per essersi unita ad un uomo. Così Inanna per riscattarsi fa uccidere Dumuzi, ma, per amore, si pente e lo fa risorgere ogni sei mesi per averlo con se. Si innesca così un ciclo di morte e resurrezione nell'arco di ogni anno che i sumeri festeggiano.

In questo episodio si riscontrano tanti miti: la morte e la resurrezione, la fragilità della vita, l'amore, il pentimento, la fertilità. E' necessario ricordare che la Mesopotamia era diventata una regione fertile, dunque c'era di tutto, ma questo tutto era esposto ad ogni pericolo e poteva morire: nessuno può sentirsi al sicuro. Gli dei dunque non sono immortali, ma la loro importanza è legata al luogo dove si trovano, affinchè possano accompagnare gli uomini nella loro avventura terrena e quindi essere immortali nella loro tradizione. Il mito di Dumuzi richiama il raccolto che viene effettuato ogni metà anno e viene festeggiato dai sumeri come fonte di vita e di fertilità. Questo mito verrà ripresero dai Babilonesi con Innin e Tammuz .

Elementi fondamentali nella religione sumerica erano: una dea nuda (Inanna) ed un toro, simbolo degli eventi naturali che l'uomo non può gestire e controllare.

Si possono osservare anche dei richiami alla creazione dell'uomo ed alla cacciata dal paradiso terrestre.

Fonte: http://spazioinwind.libero.it/
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