Liberarsi dal falso ego

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Liberarsi dal falso ego

Messaggio  Haryn-Sha il Mar Feb 15, 2011 5:20 pm

Liberarsi dal falso ego


L’ego è il Distruttore, il principio di separazione e di disunione. È antitetico all’Amore. L’ego dà l’illusione di possedere la felicità, ma a contatto con esso non vi è che piacere effimero. L’ego dà l’illusione di possedere l’amore, ma questo sentimento accostandosi all’ego diventa nulla più di un attaccamento morboso.

L’amore divino immortale appartiene all’anima; gli attaccamenti egoistici e condizionati appartengono all’ego. Liberarsi dalla prigione dell’ego falso (ahamkara) è il primo e più importante lavoro da fare da parte di un aspirante spiritualista, qualsiasi tradizione o sentiero religioso egli scelga di seguire. Liberandosi da ahamkara non si smarrisce la nostra identità, anzi essa può risorgere solo quando vengono meno le false identificazioni e maschere della personalità (sarvo upadhir vinir muktam).

Finché rimaniamo avvinghiati all’ego falso e ci trastulliamo con esso, non ci sarà modo di conoscere né noi stessi, né Dio. Il lavoro da fare è serio, impegnativo, ma anche magnifico e affascinante. Ci conduce a vedere noi stessi, gli altri e ogni cosa nel mondo con gli occhi dell’anima, percependoci come creature del Signore che operano per la Sua grazia e misericordia, in armonia con il Tutto. Nel Buddhismo l’ego è descritto come la causa del dolore e di tutti i mali; si combatte con la radicale rinuncia al mondo.

Nelle Tradizioni mediorientali: Ebraismo, Cristianesimo, Islam, si combatte con la rinuncia, la preghiera e il digiuno. Nell’ordine francescano i tre voti perpetui sono: povertà, castità e obbedienza. Nel Vedanta e nel Samkhya l’ego è considerato come causa principale di avidya, di allontanamento da Dio, di caduta e degradazione. Esso è il più grande ostacolo alla realizzazione del Sé e della Felicità; è la forza che si oppone all’anima e a Dio. E’ la principale causa dell’invidia e di caduta negli angeli e negli uomini: da Lucifero a Macbeth, sia nelle vicende antiche che in quelle moderne.

A causa dell’ego Lucifero diventa Satana e Lord Macbeth diventa una persona degradata e ripugnante. In lui l’ego si manifesta nella forma della sua Eva, Lady Macbeth, che stimola ed incrementa le sue tendenze più negative. Il principio di Eva e di Adamo è in ciascuno di noi, così come in ciascuno di noi c’è l’angelo, il puro devoto che aspira alla liberazione di sé e degli altri. Se scegliamo di nutrire il serpente, vincerà il serpente. Se nutriamo l’angelo e la sua luminosa natura spirituale, vincerà l’angelo. In ognuno di noi ci sono Vitra e Indra, Lucifero e Michele. Il nostro destino dipende dalla scelta che facciamo, se verso l’uno o verso l’altro. Assieme all’orgoglio e alla superbia, il falso ego é la caratteristica principale degli esseri demoniaci, asura, che letteralmente significa senza luce.

L’umiltà è l’atteggiamento opposto e, in parte, ne è anche l’antidoto. In una celebre metafora con cui Shri Caitanya Mahaprabhu ammaestra il suo principale discepolo, Shrila Rupa Gosvami, la devozione, Bhakti, dell’aspirante spiritualista viene paragonata ad una tenera pianticella, bhakti lata bija, circondata dalle piante infestanti dell’ego che tendono ad estendersi e a distruggerla. Dobbiamo con ogni nostra forza prenderci cura e proteggere questa tenera pianticella della Bhakti praticando la disciplina spirituale (sadhana) in modo costante (abhyasa) e con distacco emotivo dal fenomenico (vairagya), sviluppando il puro desiderio di servizio e di offerta a Dio. L’offerta al Supremo di tutto ciò che si possiede è definita da Shri Caitanya come la più alta forma di rinuncia: yukta vairagya.

La malapianta dell’ego è sradicata dalla pratica costante della sadhana bhakti con umiltà e in spirito di servizio. Nella vaidhi sadhana bhakti la centralità delle pratiche spirituali è costituita dall’Harinama japa o Harinama Sankirtana, l’implorazione di Dio attraverso i Santi Nomi: servire la Divinità invocando il Suo Nome, poiché Dio e il Suo Nome sono identici; il Nome stesso è manifestazione divina. Per invocare il Santo Nome con purezza, senza un atteggiamento offensivo, è richiesta umiltà. Quest’ultima deriva dalla consapevolezza della nostra natura di servitori di Dio; è l’umiltà della parte che si rapporta al Tutto, a Dio, alle Sue creature e al Suo creato.

L’umiltà si sviluppa imparando a rispettare e a valorizzare tutti gli esseri, chiunque essi siano, a prescindere dal corpo che temporaneamente indossano. Solo allora, per misericordia divina, le offese che minacciano la nostra realizzazione spirituale cesseranno e sarà possibile cantare il Santo Nome in estasi.

Fonte: http://www.pomodorozen.com

Ora vi dirò cosa penso a riguardo...
Ho conosciuto in passato persone che possedevano un "ego" davvero potente, tanto da destare imbarazzo, timore..disagio, in coloro che incontravano, da zittirli col solo sguardo.
Ne ho conosciuti altri talmente convinti dell'assoluta importanza di aggrapparsi al loro ego, dall'essersi identificati con esso, capovolgendo talvolta la loro vera essenza.
L'ego, a mio parere, non va affatto combattuto, piuttosto integrato.
Qualcuno..non ricordo chi...disse che combattere l'ego equivale a tegliare la testa di un idra: ne spunteranno due al posto di quella tagliata. Sono d'accordo.
L'ego si manifesta talvolta in prese di potere, giudizi sparsi un po' ovunque, ma molto più spesso si contraddistingue attraverso etichette, più o meno generiche, che appiccichiamo sul contenitore della nostra Anima, pensando così di facilitare il compito agli altri nel riconoscere chi siamo.
Il problema vero..è che non siamo quelli che crediamo di essere.
Tutto ciò che crea distinzioni, etichette, compartimenti, recinti e divisioni, tutto ciò che relega in barattoli e cassetti le persone che ci stanno intorno, allontanandole in qualche modo da noi, tutto ciò che ci fa sentire e ci convince man mano di essere differenti da tutti gli altri..migliori, più sani, più giusti, più adatti...tutto ciò alimenta l'ego.
Integrare l'ego è un processo lento e profondo. Significa innanzitutto porsi una semplice piccola domanda, ogni volta sorga in noi quella sensazione di "unicità separata dagli altri", che ci fa sentire prediletti, idonei, nella nostra attenta giustificazione di noi stessi, ..e dei nostri sforzi, ...e dei sacrifici fatti....e delle difficoltà superate.
Chiediamoci "perchè". Chiediamoci perchè proviamo quella gradevolissima sensazione, che ci fa comodamente salire più su di qualche gradino, per piccolo che sia, ci fa costruire un piedistallo, ci fa sedere comodamente lassù...anche pur solo di un centimetro..pur di sottolineare che siamo migliori di qualcun altro.
Domandare a noi stessi perchè..sarà un inizio.. L'inizio della comprensione in noi stessi, attraverso noi stessi. E ponendoci quella semplice domanda interrogheremo la nostra mente, il nostro orgoglio.
Noi dobbiamo permettere che riemerga la dignità, quella vera, profonda, reale identità di Luce, quella da cui ognuno di noi ha avuto la sua umile origine, uguale identica a quella di ogni altro, quando come Scintille, uguali nella nostra bellezza e splendore, nella nostra perfezione e preziosità, ci siamo distaccati dal Creatore e ci siamo rivestiti di materia, per sperimentare questo meraviglioso, pericoloso, indimenticabile, unico viaggio...che chiamiamo vita.
Quello è ciò che siamo, che ci permetterà davvero di tornare a splendere come diamanti, tutti uguali, senza superbia e senza rancore, tra altri diamanti-scintille come noi, ma con vissuti ed esperienze differenti, le une dalle eltre.
Facciamoci quella domanda, e non smettiamo di chiedere, fino a quando non riceveremo tutte le risposte, una dopo l'altra. Fino a quando non percepiremo l'esplosione dentro il cuore, dell'Amore incondizionato, che saremo chiamati ad espandere anche Qui, anche Ora, che stiamo ritornando a Casa.
Permetteremo così a tutti coloro che vivono accanto a noi, di percepire a loro volta la ricchezza interiore, la Luce che brilla anche dentro di loro, e nessuna mancanza d'autostima nascera' più....e nessun dolore vedrà più scendere lacrime, a dividere gli esseri umani.
Questo è il mio pensiero, naturalmente opinabile e contestabile..ma è il mio pensiero. Il pensiero del Cuore, non della mente. Il pensiero scaturito da un vissuto che si è dipanato tra gli ego altrui, tra orgogli e pregiudizi, divieti ed accuse, silenzi e supremazie...che avevano quasi ucciso la Luce che brillava dentro me.
Ma ho incontrato il mio Uno...ho cominciato a pormi domande, e ancora non ho smesso di porle a me stessa. E non smetterò.
Senza cercare strade altrove, senza cercare maestri e guide in ogni opportunità che mi si presenti dinanzi.
Consapevole che tutte le risposte esistono già dentro di me. E le percepirò una ad una. Il mio Maestro interiore le suggerirà..la mia Anima le aiuterà a riemergere.
Ed io passo dopo passo comprenderò, continuerò a comprendere chi "Io Sono"...chi "Ego Sum".
Perchè ricordare chi siamo è il nostro obiettivo finale su questo bellissimo pianeta...l'obiettivo di tutti, anche di coloro che si sono smarriti tra etichette e opportunità.

Riflettiamoci...insieme. E' Tempo..

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Re: Liberarsi dal falso ego

Messaggio  Vince il Mer Feb 16, 2011 2:53 am

Grazie per aver proposto quest'argomento e soprattutto per aver condiviso le tue riflessioni, e che riflessioni...

Beh, io non mi trovo ad un grado abbastanza elevato da poter dire che è proprio così, ma ti posso dire che mi hai fatto molto riflettere, tante volte si rischia di combattere il proprio ego con un'altra faccia del proprio ego, forse in certi casi sarebbe proprio un ottima soluzione cercare di integrarlo invece di combatterlo...

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Re: Liberarsi dal falso ego

Messaggio  Haryn-Sha il Mer Feb 16, 2011 8:58 am

Ciao Fratellino!!
...mmm....tranquillo, qui non si tratta di "grado elevato"..assolutamente no.
E' fondamentale il lavoro su se stessi, porsi le domande giuste ed accettare le risposte che il Se' interiore ci manda.
Tutto qui...


"..tante volte si rischia di combattere il proprio ego con un'altra faccia del proprio ego"

Lo vedi, che l'ego può avere due o più facce? Eh..lo so, lo so bene.
Il segreto è accettare come siamo, e conoscerci sempre meglio per far emergere la Scintilla che vive in noi..

E' sempre un piacere Fratello!
Un abbraccio luminoso!

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Re: Liberarsi dal falso ego

Messaggio  Shyn-Kayla il Mer Feb 16, 2011 11:36 am

Sono in un momento del mio cammino molto confuso....Sono spesso combattuta nella vita di tutti i giorni,da momenti

in cui il mio Io, il mio Ego, alza prepotentemente la testa e mi fa dire o comportare in maniere assurde e non consone
ad una persona di 38 anni.
E l'alimento che ingrandisce e gonfia tronfio il palloncino delle pretese personali sono sempre quei sentimenti di rabbia,
dolore e gelosia che, come l'Ego, si nutrono di se stessi s si fagocitano fin ad auto distruggersi.
E allora all'apice dello sforzo cui sottopongo la mia Anima e il mio corpo per cercare di "troneggiare" tra coloro che mi
vivono, ecco che mi accorgo di non riuscire ad imboccare nessun sentiero se non quello triste della solitudine.
Stravolta, allora,mi chiedo il perchè dei miei comportamenti ed è proprio lì in quel momento che capisco che combattere
l'idra non serve ma imparo,per la centesima volta che devo vivere sempre ricercando la purezze e l'ingenuità della
bambina che c'è in me.
Vedete l'avatar che ho scelto? ecco io vorrei essere come quella donna che trova la Luce che la guida nella SEMPLICITA'
della gioia della scoperta quotidiana lontana dall'inquinamento dei sentimenti negativi nella pura felicità.
Con Amore
Syhn-Kayla
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Re: Liberarsi dal falso ego

Messaggio  Haryn-Sha il Mer Feb 16, 2011 1:47 pm

...conosci la storia di quel pesciolino, che viaggiava e nuotava, nuotava e viaggiava, in cerca del mare?

Tu hai già trovato quella Luce...
ma sei talmente immersa al suo interno, da chiederti dove si trovi..
Ascolta...
Chiudi gli occhi e ascolta il canto dentro te...

Haryn-Sha


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